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COMUNI DI FIGLINE E INCISA VALDARNO VERSO LA FUSIONE
Data pubblicazione 16/09/2011 09:42:09

 

I Comuni di Figline e Incisa Valdarno, in provincia di Firenze, verso la fusione.
Ad annunciarlo e' stato il sindaco di Incisa Fabrizio Giovannoni, in occasione della cerimonia di inaugurazione di Loppianolab, l'expo dell'Economia di Comunione.
''Un anno fa - spiega Giovannoni - e' partita la discussione tra me e il primo cittadino di Figline Riccardo Nocentini e abbiamo deciso di fare questa scommessa, coinvolgendo le giunte e i Consigli comunali. Adesso proporremo il progetto ai cittadini a cui dobbiamo comunicare bene cosa vogliamo fare: Incisa e' un Comune di 6.500 abitanti, Figline di 17 mila, dobbiamo evitare che gli incisani pensino a una annessione''.
I motivi alla base della scelta sono semplici: ''Oggi - spiega Giovannoni - la scommessa e' che le comunita' stiamo insieme. In un momento di grave crisi economica dobbiamo avere la forza di guardare oltre, dobbiamo gestire insieme servizi, risorse.
Questa, del resto, e' la tendenza in tutta Europa''.
Per quanto riguarda i tempi, dopo la presentazione del progetto ai cittadini ci sara' da avviare l'iter burocratico: ''Nel 2014 scade il mio mandato mentre quello del sindaco di Figline scade nel 2016. Il nostro obiettivo e' che nel 2014 il sindaco di Figline si dimetta per poter andare alle elezioni per il Comune unico''.

Fonte: Asca

 


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oggetto: Regione Toscana da: Zorro
   20/09/2011 ore 09:02
  La mia perplessità, ovvero l’antitesi, ho già avuto modo di esprimerla – malamente – qui:
http://www.figline.it/LITA/C21006-0/hhcm-LETTERA+APERTA+DI+SANDRO+BENASSAI+SUL+COMUNE+UNICO+FIGLINE-INCISA.html
Più il metodo degli “annunci” va avanti e più mi convinco che sia soltanto una cortina fumogena sui problemi veri (campo sportivo di Palazzolo per Incisa e le Lambruschini per Figline, tanto per dirne due dei molti) ed un mascheramento di facciata. Ma staremo a vedere so bene che non vanno fatti processi all’intenzioni. Però una cosa pare chiara: i tempi sembrano non collimare. A tal proposito e per aggiungere un piccolo contributo normativo – attualmente in corso d’opera – indicherei la proposta di legge n. 13 della R.T. la cosiddetta Legge Nencini ed in particolare l’art. 39: http://www.regione.toscana.it/entilocaliassociati con le relative procedure partecipative ed istituzionali che son li previste. Mi chiedo come, il Sindaco di Incisa, possa assicurare i tempi che dice alla luce della proposta di legge RT? Su quale base di legge e su quale procedura partecipativa indica il 2014 come anno della fusione? Mah!


oggetto: verso la fusione da: drago
   19/09/2011 ore 15:53
  Ho delle grosse perplessità a convincermi che questa fusione sia la panacea per tanti mali, vorrei ricordare che i comuni sono nati proprio per essere quell'ultima braccio dello stato vicino ai cittadini ed in grado di portare quei servizi che nascono proprio sul territorio, o perlomeno che per i cittadini sono importanti e possono essere sotto il comtrollo di tutti, tipo la distribuzione dell'acqua il gas la scuola e cosi via, dopo l'accorpamento cosa succederà? Se avrò bisogno di parlare con un funzionario dovrò spostarmi in un altro paese? I dipendenti comunali saranno licenziati o rimarranno sempre nei propri uffici ed allora dove sarà tutto questo risparmio?
oggetto: RE: verso la fusione da: Mauro
   19/09/2011 ore 17:24
  Egregio Sig. Drago, il vero problema sarebbe se si arrivasse ad una scelta, senza averla studiata e discussa con i cittadini, ed in tal senso va la mia proposta e il mio sollecito.Per ora mi sono fatto una "mezza" idea, ma sto continuando lo "studio" con esempi di chi è più avanti di noi.
A tal proposito di seguito copio altre riflessioni trovate in internet, che in parte rispondono alle giuste perplessità.
"La proposta di fusione di piccoli comuni, da attuarsi ai sensi del DM n.318/2000, al fine di affrontare insieme e con più incisività le problematiche finanziarie e di gestione dei servizi, che nei prossimi anni aumenteranno a causa della crisi economica e ai conseguenti tagli sui trasferimenti statali. Approfondendo la normativa vigente abbiamo appurato che una fusione di comuni non può che portare dei benefici:

1) trasferimenti statali maggiorati del 20% per un periodo di 10 anni;
2) amministratori meglio pagati che quindi potranno occuparsi a tempo pieno del territorio (un sindaco che amministra un Comune fino a 1000 abitanti riceve un compenso ridicolo: intorno ai 1.300 euro. Da 1000 a 3000 abitanti si passa a 1.518 euro. Da 3000 a 5000 residenti si arriva a 2.300, da 5000 a 10000 il Sindaco percepisce quasi 3.000 € al mese).
3) i servizi non vengono smantellati, gli uffici rimangono al loro posto. Vengono condivise strumentazioni e procedure. Si risparmia su materiali, attrezzature e organizzazione. Il personale non diminuisce, anzi può specializzarsi ed evitare, come ora, di “fare un po’ di tutto”.
Di domande ne dobbiamo fare tante ed è giusto avere delucidazioni e risposte, ed è quello che vorrei fare insieme ad altri, io ci provo, chi vuole fare un pezzo di strada con me, sarà ben accettato.

oggetto: Idee e spunti da: Mauro
   19/09/2011 ore 11:22
  Alcuni spunti trovati su internet di chi sta facendo questo percorso

Il tema delle aggregazioni di comuni è un tema che non può essere affrontato al di fuori di un progetto di riassetto istituzionale generale. Il tema principale infatti non è fondere i comuni per spendere meno. Ma al limite fondere i comuni perchè siano realmente capaci di governare il territorio e promuovere sviluppo sia economico che sociale.
Allora è importante capire se la fusione di comuni consente di contare di più, raggiungere risultati migliori, sviluppare progetti più innovativi, essere più autonomi e capaci di determinare il futuro della propria comunità.

La Germania ha fuso i comuni nell’immediato dopoguerra, la Francia ha scelto la via delle Unioni di Comuni. La Francia ha la miglior amministrazione pubblica del mondo, la Germania ce l’ha di ottimo livello ma tornasse indietro non seguirebbe la strada della fusione, ma quella delle unioni, come è stato d’altra parte documentato da alcuni studi della comunità europea al riguardo. La Spagna ha scelto una via intermedia, le province trasferiscono le loro competenze ai comuni tutte le volte che i comuni si associano in unione e raggiungono una soglia minima. Tutti, proprio tutti, hanno scelto di accompagnare i processi di aggregazione con autonomia finanziaria (perchè senza risorse si può fare forse poesia ma non sviluppo di un territorio) ma soprattutto con competenze e poteri aggiuntivi (e questo non costerebbe niente anzi sarebbe il vero risparmio). Cominciamo a smantellare buona parte delle ciclopiche strutture regionali che invece di pianificare e legiferare in realtà gestiscono servizi e inducono vincoli e costi rilevanti su questi ultimi (altrochè vitalizio dei consiglieri regionali), smantelliamo le attuali competenze della provincia che sono quasi sempre sovrapposte a quelle dei comuni. Alle province magari diamogli quelle degli organismi statali decentrati. A parità di spesa trasferiamo risorse e personale e faremo una rivoluzione in questo paese liberando tante di quelle risorse che nemmeno ce l’aspettiamo. Il tutto per una semplice ragione, che quando ci si avvicina molto ai cittadini e si deve rispondere loro direttamente quotidianamente l’amministrazione ha performance tante volte superiori a quelle degli stessi privati , come del resto testimoniato dal fatto che gli stessi cittadini tra un servizio pubblico comunale (asilo, casa protetta…) e uno privato o non fanno differenza o prediligono quello pubblico.

oggetto: Iniziamo da: Mauro
   16/09/2011 ore 12:02
  COMUNE UNICO FIGLINE / INCISA

Eccoci a settembre inoltrato, sono riprese le attività, il lavoro e si ricomincia con le iniziative politiche.
Molte idee e iniziative da quelle più generali (referendum legge elettorale, politiche nazionali, ripubblicizzazione acqua, scuola, ecc.ecc.), a quelle locali (incontri con le frazioni, confronto con forze politiche, ecc. ecc.).
Tra le “cose” da fare, come da programma elettorale, e condiviso da tanti partiti, c'è il tema della fusione dei Comuni di Figlie e di Incisa.
Tanto è già stato detto, in molti hanno parlato, parecchi si sono espressi a favore........ ma ancora non si sono fatti gli atti utili al percorso da fare.
Quello che c'è da fare ora è coinvolgere i cittadini e dare informazioni, perchè il percorso senza, o aldisopra degli abitanti dei due comuni, non è per noi un percorso democratico.
Partecipazione e condivisione, queste parole d'ordine devono essere il “faro” la linea guida di tutto il percorso da fare.
In contemporanea bisogna fare quelle azioni reali che la legge prevede:
costituire i comitati per il referendum, tutto il resto è “melina”, prendere e perdere tempo non si sa perchè e per chi.

A questo punto “lanciamo il sasso in piccionaia” e chiediamo di iniziare con incontri per la “Costituente dei Comitati” e dare attuazione al programma di mandato e alla volontà espressa da tanti gruppi politici e associazioni.

Noi siamo pronti, chi vuole iniziare la strada insieme??

Mauro Ottaviano

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