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Chiudono le attività commerciali, falliscono le piccole imprese e molte famiglie perdono posti di lavoro, ma dal bilancio di previsione dell’Unione di Comuni Valdarno Valdisieve non arriva nessun aiuto. Nell’attuale drammatico momento di crisi economica mondiale chi paga maggiormente le conseguenze sono i territori, come la Valdisieve, nei quali gli amministratori locali da decenni non pianificano e non intraprendono alcuna strada di sviluppo economico. Non aver avviato opere infrastrutturali di collegamento come la variante alla ss 67, non aver predisposto aree di rilevanza produttiva e commerciale, non aver saputo valorizzare l’ambiente, le bellezze artistiche ed architettoniche, i prodotti tipici e le tradizioni locali in virtù di un maggior afflusso turistico, sono errori strategici che oggi ricadono sui cittadini e sulle attività produttive. A Rufina, Londa, Pontassieve e in tutta l’area sono numerosi gli esercenti in crisi economica che non riescono ad aprire più il bandone, l’assenza di una viabilità efficiente rende le nostre imprese non competitive sui mercati perché la loro produzione è gravata dai costi dei lenti trasporti, la non presenza di strutture attrattive limita la frequentazione del territorio e quindi riduce drasticamente la domanda dei beni alimentari e di consumo. L’assemblea dell’Unione di Comuni ha approvato, con il nostro voto contrario, un bilancio privo di qualsiasi prospettiva di crescita e con l’assenza assoluta di investimenti. Oltre metà delle risorse economiche viene assorbita dalle spese di gestione della macchina amministrativa, e i restanti spiccioli vengono impiegati nei servizi offerti in forma associata tra i sette comuni. Alle realtà economiche del territorio non viene assegnata nessuna risorsa e nemmeno viene impostata, da parte dei nostri Sindaci, una teorica azione di intervento o sussidio. Mancanze grave in un così delicato momento che i nostri amministratori celano addossando al Governo la responsabilità di aver ridotto i contributi statali agli enti pubblici. Una riduzione minima ma doverosa che scardina le spese superflue e pone, per il momento, l’Italia lontana da tracolli finanziari come quelli di Grecia e Irlanda. Il protrarsi e l’accanirsi della crisi economica in Valdisieve è dovuto dalla trentennale assenza di strategie virtuose di sviluppo locale. I Sindaci dell’Unione di Comuni pensano di poter continuare ad amministrare come negli anni sessanta quando la ricchezza nazionale consentiva al governo centrale di destinare agli enti locali risorse sovrabbondanti senza che le amministrazioni si sforzassero nell’essere autosufficienti. Da qui il proliferarsi di carrozzoni pubblici, di vuoti contenitori costosissimi, come questa Unione di Comuni che già nel suo primo bilancio si dimostra un ente inutile dispendioso e incapace di rispondere alle esigenze del territorio. Siamo seriamente preoccupati per le realtà produttive valdisievesi e per la perdita dei posti di lavoro; la spopolamento delle nostre aree è in crescita come dimostrano i dati del protrarsi stop del mercato immobiliare e del settore edile. Attendiamo con ansia un, seppur tardo, intervento da parte dei Sindaci che scongiuri l’emarginazione a periferia dimenticata del nostro territorio.
Tiberio Corsinovi
– Capogruppo PdL Unione di Comuni Valdarno Valdisieve –
– Membro del Coordinamento Provinciale PdL Firenze –
Beatrice Giusti
– Consigliere PdL Unione di Comuni Valdarno Valdisieve –
Antonio Polverini
– Consigliere PdL Unione di Comuni Valdarno Valdisieve –
Manuela Sorelli
– Consigliere PdL Unione di Comuni Valdarno Valdisieve -
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