«Benedite, gran Dio l’Italia, e conservatele sempre questo dono, preziosissimo fra tutti, la Fede». Così, Pio IX si rivolgeva al popolo di Roma in un proclama del febbraio 1848. Parafrasando le parole di Papa Mastai Ferretti, vorremmo estendere questa benedizione affinché il nostro Paese riprenda consapevolezza delle sue origini, ricordi il sacrificio dei tanti giovani che hanno dato la vita per unirlo, ritrovi i suoi ideali e la sua progettualità politica. La mia maestra delle elementari, animata da un sano spirito retorico, a noi bambini di otto, nove anni, ci insegnava i canti del Risorgimento italiano. Poi, era facile per noi collegare i passi della Guerra di Troia, la morte di Ettore e le vicende dei suoi eroi, con quei canti che parlavano di giovani e di grandi ideali. In fondo, pensavamo, è bello essere italiani. Ma, oggi, di fronte al disfacimento morale del nostro mondo politico, alla mancanza di grandi progetti capaci di interpretare il futuro e dare dignità al nostro Paese, possiamo ancora dirlo? Siamo nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia eppure, nonostante la sensibilità e il grande impegno del nostro Presidente della Repubblica, il nostro Governo non reputa necessario fare festa il 17 marzo giorno della proclamazione del Regno d’Italia. Scelte che dovrebbero far riflettere.
Come abbiamo imparato dalle opere letterarie di Manzoni e di Nievo, non è possibile per un uomo, degno di questo nome, vivere senza storia e senza grandi ideali. Non è possibile comprendere il presente e costruire il futuro senza una buona conoscenza del passato. Ecco un po’ il senso del Seminario di studio Rileggere un discusso Risorgimento? promosso l’11 e 12 febbraio scorso dal nostro Istituto “Marsilio Ficino” e l’omonima Accademia in collaborazione con il Comune di Figline Valdarno, la Provincia di Firenze, la Regione Toscana, la Comunità di San Leolino, i Padri Salesiani di Figline Valdarno e i C.G.S. Regione Toscana. Come educare alla speranza i giovani che, anno dopo anno, passano dalle aule delle nostre Medie e del nostro Liceo se non tornando alle radici della nostra identità cristiana e italiana? In realtà, il nostro Seminario, incoraggiati anche dal numeroso pubblico intervenuto, è stato solo l’inizio di un lungo percorso che ci porterà a rileggere tutte le tappe fondamentali della nostra storia.
Senza che tra noi relatori ci fossimo messi d’accordo, attraverso le varie relazioni è emersa l’idealità e la genuinità di più generazioni di giovani, di letterati, di uomini del popolo, di cattolici liberali, di liberali, di politici, di sacerdoti e di donne che con tutte le loro forze hanno creduto nel riscatto del loro Paese. Spesso, infatti, si è sminuito il nostro Risorgimento parlando di un processo guidato dall’alto e portato avanti da una minoranza di intellettuali e di uomini di stato. In realtà, Mazzini, Pio IX, Cattaneo, Rosmini, Nievo, Pisacane, Gioberti e Garibaldi sono stati in grado di interpretare e di promuovere un sentimento collettivo di cambiamento e di riscatto. Così come i garibaldini, come ha ben messo in evidenza Eva Cecchinato e il raffinato documentario di Luigi Boneschi, non erano solamente i mille di Quarto ma un vero e proprio movimento di idee e di azione, formato da più generazioni di giovani. Mentre gli interventi di Rossani, Bonatti e Mezzasalma, da varie angolazioni, hanno delineato un quadro abbastanza chiaro di un movimento di riunificazione che ha veramente coinvolto migliaia di uomini del Nord, del Centro e del Sud in un progetto comune per costruire uno Stato nuovo capace di rispondere alle attese e alle esigenze del tempo.
Ovviamente, come per ogni cosa umana, non è stato un processo senza limiti o difetti si pensi alla Questione meridionale e alla confisca dei beni della Chiesa. Il progetto federalista di Cattaneo e il progetto democratico di Mazzini si sono dovuti arrendere all’unità d’Italia avvenuta sotto la monarchia sabauda ma, come ha giustamente ricordato Conticelli, le loro idee hanno continuato ad esistere fino a diventare fondamento per la nostra Costituzione repubblicana. Mentre Vannoni ha inserito il Risorgimento italiano nel più vasto movimento europeo di rivoluzioni liberali e di difesa del diritto di tutti i popoli all’autodeterminazione. Infine, l’intervento di Giovanni Meucci, ha mostrato il ruolo fondamentale dei cattolici nello sviluppo di un pensiero unitario spirituale e culturale fondato sulle comuni radici cristiane. Riprendendo i saluti di apertura del Sindaco di Figline Valdarno, Riccardo Nocentini, e del Vescovo di Fiesole, mons. Mario Meini, il seminario ha rappresentato un’ottima occasione per riflettere sulla nostra identità storica. Nella speranza che le diverse interpretazioni date lungo la storia del nostro Paese sul Risorgimento, di cui ha parlato nel primo intervento Bruno Meucci, rappresentino, finalmente, un’occasione per riscoprire e valorizzare le varie anime degli italiani. Questo, in fondo, è il messaggio che abbiamo voluto consegnare agli alunni del nostro Ginnasio e Liceo che, numerosi, hanno partecipato a tutte le tre sessioni del Seminario.
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Appuntamento alla "Biblioteca Gilberto Rovai" per la quinta edizione per la rassegna nata per favorire e diffondere la lettura. Appuntamento per sabato 26 e domenica 27 ottobre