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IL TEATRO. UN LUOGO PER CRESCERE INSIEME E SVILUPPARE LA PROPRIA CREATIVITÀ
Data pubblicazione 25/05/2010 10:23:25

IL TEATRO. UN LUOGO PER CRESCERE INSIEME E SVILUPPARE LA PROPRIA CREATIVITÀCon lo spettacolo “Nella città perduta”, fiaba filosofica tratta dal dramma “Il drago” di Eugenij Schwarz, dello scorso 23 aprile al Teatro “Giuseppe Garibaldi” di Figline Valdarno, si è concluso il percorso annuale del Laboratorio teatrale del Ginnasio-Liceo Classico “Marsilio Ficino”. L’intento principale del nostro Laboratorio Teatrale è di aiutare gli studenti a sviluppare nel modo migliore possibile le proprie capacità espressive e di apprendimento. Il Teatro, infatti, rappresenta un ottimo strumento educativo per aiutare l’individuo a prendere consapevolezza delle proprie doti espressive e ad uscire dal proprio mondo interiore attraverso il confronto con l’opera teatrale e il pubblico. Secondariamente, la rappresentazione teatrale è anche il modo più efficace per far entrare lo studente con maggiore consapevolezza nel mondo della letteratura. L’esperienza teatrale, infine, rappresenta un’ottima palestra di vita per cominciare ad assumere le proprie responsabilità nei confronti di se stessi e dei propri compagni, per imparare a lavorare insieme ad altre persone, per compiere una crescita umana e spirituale all’interno di rapporti di stima e di amicizia reciproca.
Per dare maggiore valore formativo al Laboratorio abbiamo deciso di impostare il lavoro su progetti biennali. Questa nuova impostazione ci ha permesso di approfondire maggiormente la comprensione del testo, già rappresentato nel 2009, ottenendo migliori risultati sia nell’interpretazione dei personaggi e del racconto, sia nella trasmissione del messaggio dell’opera. Contemporaneamente, abbiamo trovato anche il tempo necessario per organizzare una piccola tourné. Era importante, infatti, per valorizzare maggiormente l’impegno dei ragazzi, confrontare il nostro lavoro con quello di altri e con un pubblico diverso da quello di casa. Così, abbiamo partecipato al 26° Edizione del “Festival Nazionale ed Europeo del Teatro dei Ragazzi e delle Ragazze d’Europa” promosso dal Comune di Marano sul Panaro in Provincia di Modena e al Concorso “Il teatro dello spirito: nuove suggestioni” promosso dalla Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato in Provincia di Pisa, incontrando, in entrambe le occasioni, il favore del pubblico e una buona critica da parte degli organizzatori.

Giovanni Meucci

 

 

IN TOURNÉ A MARANO. IMMAGINI E SUGGESTIONI
Arianna Damiani (alunna di I° Liceo)

Man mano che passano i giorni, l'esperienza di Marano sul Panaro si fa ricordo, un bel ricordo, che però non rende giustizia alla realtà. Più ci penso e più credo che due giorni siano stati pochi, che non abbiamo fatto in tempo a comprendere la bellezza dell'occasione offertaci che già eravamo in pullman verso Figline, cantando insieme, forse per non essere tristi. Piccole star in tourné, abbiamo sperimentato la toccata e fuga del grande artista, che arriva col suo seguito e gli strumenti del mestiere in una città, allestisce il palco, si esibisce e riparte. Soltanto che nessuno di noi è un grande artista (e credo che la nostra preparazione artistica abbia fatto sufficientemente piazza pulita di qualsiasi strana idea ci fossimo potuti mettere in testa) e niente di ciò che abbiamo fatto ci suonava familiare. Nella nostra cittadina di provincia, portare in spalla troni e teste di drago lungo il tragitto tra la scuola e il pullman ha avuto come plausibile risultato il diventare oggetto dei più svariati sguardi stupiti, cosa che ha aggiunto alla fatica una dose di risate, tipica di chi si sente osservato come uno stupido ma sa che stupido non è. Superati i problemi riguardanti il carico dei bagagli e degli oggetti di scena, durante il viaggio di andata ci siamo voluti deliziare guardando il video dello spettacolo che avevamo messo in scena una settimana prima, al teatro Garibaldi: stesso testo, stessi attori, ma faticavamo anche a riconoscerci! Ad un primo impatto, confrontarci con quegli errori fino ad allora ignorati, le pause estenuanti, la parlata toscana non proprio ben celata e le troppe parole che morivano sulle nostre labbra, invece che risuonare in teatro, ci ha abbastanza demoralizzati. Eravamo, infatti, consci che la nuova rappresentazione non avrebbe ospitato il pubblico amico, che siamo abituati a vedere la mattina a scuola o la sera a cena più che sulle poltroncine della platea, ma persone sconosciute, di un'altra regione, forse con aspettative superiori e inoltre, ragazzi della nostra età che come ben sappiamo, sono sempre più pronti ai fischi che agli applausi. Ciononostante, Simona ha saputo tirarci su il morale, consigliando di non farsi vincere dallo sconforto, ma invece, di prendere coscienza dei nostri punti deboli per provare a migliorare quel lavoro che, comunque, era già di buon livello per un laboratorio teatrale scolastico. Così il martedì mattina, ognuno di noi aveva chiaro il suo obiettivo e sul palco con noi c'erano anche tutti i nostri buoni motivi per farsi valere. Ovviamente, non sono mancati i momenti di panico, i silenzi imbarazzanti e gli imprevisti, ma nel complesso l'impressione è che abbiamo fatto un ottimo lavoro e le voci che sono giunte lo confermano.
Performance a parte, ciò che è stato significativo e caratteristico di questa “uscita fuori porta” è stato senz'altro il confronto. Il confronto con i lavori di altri ragazzi, con un teatro mai visto prima (con tutto lo sforzo mentale che questo comporta) e con un pubblico diverso, che forse ci ha riservato meno applausi e risate ma poi ha dimostrato di aver compreso probabilmente in modo più completo i messaggi e il significato del nostro lavoro. Confronto, infine, di opinioni ed esperienze che ci è servito per capire come il fatto che l'attività teatrale nelle scuole spesso non sia ben accetta da parte di tutti i docenti sia purtroppo una realtà comune in Italia, ma anche di come succeda altrettanto spesso che sia sufficiente l'impegno vero e la passione di pochi per svegliare nei ragazzi una gran voglia di fare e di mettersi in gioco, con risultati che, comunque vada, sono intrinsecamente positivi. Assistere alle rappresentazioni degli altri gruppi ci ha permesso di focalizzare l'attenzione, da un lato, su ciò che dobbiamo puntare a migliorare e, dall'altro, su quali enormi passi avanti abbiamo fatto in questi due anni lavorando sempre sullo stesso testo. Alla fine è proprio a questo scopo che Simona Gonnelli e il Professor Giovanni Meucci hanno tanto insistito e discusso per riuscire a portarci a Marano. Ammirandoli per le fatiche sopportate e per lo zelo impiegato in questa attività, ci tengo appunto a ringraziarli a nome di tutta la Compagnia, e con loro anche Don Enrico, il nostro Preside che ci ha accompagnati, l'autista Stefano che ha rievocato i bei momenti della gita scolastica a Praga e si è dimostrato ancora una volta cordiale e disponibile, Alessandro Ricci, oltre che per l'aiuto-regia anche per le sue esibizioni con la chitarra e, infine, tutti i ragazzi della Compagnia.

Compagnia Laboratorio teatrale
Ginnasio-Liceo Classico “Marsilio Ficino”
Simona Gonnelli Regia e preparazione artistica
Prof. Giovanni Meucci Coordinatore del progetto per la scuola e aiuto regia
Alessandro Ricci Aiuto regia
Serena Naddi e Irene Agnoletti Scenografe e costumiste
Maria Costanza Aterini, Alice Bigi, Caterina Suriel Bracci, Leonardo Camiciotti, Santiago Cannelli, Selene Cannelli, Simone Carganico, Arianna Damiani, Luca Della Tommasina, Rachele Ermini, Sara Esposito, Damiano Falsini, Filippo Ferretti, Francesca Luchini, Eleonora Mancini, Filippo Martini, Francesco Martini, Saverio Melani, Sara Molinaro, Anna Mugnai, Mattia Noferi, Elena Piccardi, Eleonora Reggioli, Paolo Simoni, Francesco Taddeucci, Giorgia Trambusti. Intrepreti
Sara Molinaro, Silvia Pacciani, Matteo Torre Scenografia e costumi
 

 

 


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