DISCARICA LE BORRA: AUDIZIONE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE PROVINCIA DI FIRENZE
Data pubblicazione
13/11/2010 17:53:59
Il 9 novembre si è tenuta l’audizione da parte della Commissione Ambiente del comitato “Figline in Movimento” in merito alla localizzazione della discarica c/o Località Le Borra Figline Valdarno.
Una audizione richiesta dallo stesso Comitato e sollecitata più volte dal solo gruppo del PRC. L’incontro con il Comitato è avvenuto quasi quattro mesi dopo il fatidico sopralluogo che la stessa Commissione aveva fatto il 13 luglio all’area delle Borra dove il Piano Provinciale dei Rifiuti ha localizzato una discarica.
L’area mineraria è stata recentemente acquistata dall’Amministrazione Comunale di Figline Valdarno con un mutuo per ca 700.000 euro senza tenere conto che su quell’area pendeva un vincolo idrogeologico al 100% e senza verificare se quel sito fosse più o meno idoneo ad ospitare una discarica per rifiuti non pericolosi, una parte dei quali proverranno dalle scorie da trattamento termico dell'Inceneritore di Rufina. Anzi il Piano Interprovinciale 2010 ha poi confermato Le Borra quale discarica funzionale allo smaltimento di Rifiuti Urbani e Rifiuti Speciali quali quelli derivanti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti degli inceneritori. Da annotare che le ceneri degli inceneritori sono rifiuti tossici e per questo devono essere conferiti in discariche speciali e non in discariche di rifiuti non pericolosi.
Per il Comitato è intervenuto Simone Tommasini Professore Associato del Dipartimento di Scienze della Terra Università degli Studi di Firenze che ha spiegato con grande dovizia di particolari
l’incongruità della scelta operata dalla maggioranza (PD,SEL,IDV) di realizzare la discarica in un’area mineraria interessata da fenomeni quali faglie, frane e instabilità dei pendii. Inoltre il Geologo ha evidenziato (con dati e normative alla mano) che la discarica verrebbe realizzata in un’area boscata, sottoposta a vincolo idrogeologico e il substrato è formato da terreni sabbiosi che non impedirebbero l’inquinamento del terreno, delle acque sotterranee e soprattutto delle falde.
Ma l’aspetto più rilevante evidenziato da Tommasini riguarderebbe la genericità e la carenza delle indagini preliminari che mai nessuno ha effettuato: allo stato attuale il sito è sprovvisto di un rilevamento geologico di dettaglio e soprattutto di una dettagliata indagine stratigrafica eseguita con prelievi di campione e relative prove di laboratorio.
Dunque quanto più volte denunciato da Rifondazione Comunista ha trovato così conferma nell’audizione del 9 novembre: non solo gli amministratori del PD e cespugli continuano a sostenere scelte sbagliate nella gestione dei rifiuti ma quelle che fanno avvengono nella più assoluta approssimazione, superficialità e totale noncuranza delle ricadute che quelle scelte - fondate sull’incenerimento - hanno sull’ambiente, sulla salute e sulla di vita delle comunità. Il PRC ribadisce alla luce dei fatti la propria contrarietà alla realizzazione della discarica alle Borra e rilancia iniziative su un nuovo ciclo dei rifiuti fondato sulla raccolta differenziata spinta, riuso e riciclo della materie prime e secondarie, raccolta porta a porta.
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