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Le critiche espresse da Vittorio Sgarbi sulla ristrutturazione delle Lambruschini hanno assunto toni molto accesi e non del tutto condivisibili. Stupisce e addolora che solo con questi toni si riesca ad ottenere una seppur minima risposta dall’attuale maggioranza che governa Figline. È questo un ulteriore segno dell’imbarbarimento della politica, dove chi manovra le leve del potere è sordo alle rimostranze dei Cittadini, e dove solo chi alza la voce - in televisione o altrove - ottiene udienza. Non corrisponde peraltro a verità quanto affermato nel comunicato del Partito Democratico, laddove si dice che le critiche andavano avanzate nelle sedi e nei tempi opportuni: ricordiamo le nostre osservazioni molto critiche verso un progetto che, lungi dal recuperare un edificio storico, rappresenta un vero e proprio vulnus per l’urbanistica figlinese. Purtroppo tali osservazioni non sono mai state fatte proprie dall’Amministrazione, che anzi, perseverando nel proprio errore, è andata incontro ad una serie innumerevole di sventure, fra cui l’aumento incontrollato di molte spese, le lesioni degli edifici circostanti, gli avvisi di garanzia per gli incarichi affidati. Ribadiamo dunque le nostre osservazioni e le nostre critiche, sottolineando che esse sono stati più volte espresse, civilmente, nelle sedi deputate. Innanzitutto, risponde a piena verità l’affermazione del Sindaco secondo cui le Lambruschini erano un edificio abbandonato e in rovina, invaso dai topi. Questo fatto costituisce certo un’aggravante per le responsabilità di una amministrazione che da sempre governa a Figline, ma non autorizza, dietro la foglia di fico della ristrutturazione, a stravolgere totalmente l’edificio e l’assetto urbanistico della nostra città. Se ristrutturazione doveva essere, si poteva, con il finanziamento regionale, intraprendere un restauro conservativo, che restituisse alle Scuole l’aspetto e la funzionalità originaria. Viene da tirare un sospiro di sollievo nel pensare che il palazzo pretorio è già stato ristrutturato: guai se esso fosse caduto sotto le grinfie degli attuali architetti! Infine esprimiamo il fortissimo auspicio che le disgrazie legate al progetto – frutto senza dubbio della fretta e della superficialità con cui è stato intrapreso - abbiano al più presto termine: non vorremmo infatti che una eventuale interruzione dei lavori – sempre possibile quando interviene la magistratura – portasse alla sospensione del contributo regionale, e lasciasse alla cittadinanza un debito milionario da pagare.
U.D.C. Figline Valdarno
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