Epidurale addio. Le donne del Valdarno ricoverate all’Ospedale della Gruccia possono partorire solo con il parto naturale o con il taglio cesareo.
E’ stato infatti sospeso il servizio di anestesia epidurale che, invece, viene praticato frequentemente ed in modo gratuito, nella maggior parte dei presidi della Asl 8, San Donato in prima fila.
Il parto in epidurale o l'analgesia in travaglio di parto è una pratica diffusa in tutta Europa, ha lo scopo di ridurre il dolore, di provocare una migliore ventilazione materna e quindi una migliore ossigenazione fetale.
L'analgesia epidurale si effettua introducendo farmaci anestetici nella zona della colonna vertebrale, in questo modo la paziente rimane sveglia e rilassata per tutta la durata del travaglio.
Una pratica ormai divenuta parte integrante della metodologia moderna del parto ma che all’ospedale del Santa Maria alla Gruccia non ha mai avuto “vita facile”.
Per anni, infatti il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale del Valdarno ha garantito alle partorienti che ne facevano richiesta anticipata, la possibilità di ricorrere all’ausilio dell’anestesia epidurale, ma solo a pagamento.
Eppure, ovunque viene utilizzata, negli ospedali toscani e nella Asl aretina, l’epidurale viene effettuata in modo gratuito ma al Monoblocco, prima della sospensione, veniva praticata solo pagando una somma di circa 800 euro.
Dunque, le valdarnesi che vogliono partorire senza dolore, come finalmente la scienza consente, devono rivolgersi nel migliore delle ipotesi, all’ospedale aretino del San Donato.
Fonte: ViaRoma100
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